ADR

 Prescrizioni applicabili al trasporto dei rifiuti pericolosi in esenzione parziale ADR

 L’articolo 193 del D.Lgs 152/2006, titolato Trasporto dei rifiuti, al comma 4 prevede: «Durante la raccolta ed il trasporto i rifiuti pericolosi devono essere imballati ed etichettati in conformità alle norme vigenti in materia di imballaggio e etichettatura delle sostanze pericolose»;

Tale obbligo è ancor prima previsto dall’art. 183 ­– Definizioni, alla cui lettera bb), comma 3, nel definire il “deposito temporaneo” impone per i rifiuti pericolosi che il deposito temporaneo avvenga “nel rispetto delle relative norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute” , al comma 4 prosegue: «devono essere rispettate le norma che disciplinano l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze pericolose»;

In altre parole, i rifiuti pericolosi devono rispettare la normativa sulle merci pericolose sin dal momento in cui sono prodotti e gestiti come tali all’interno del deposito temporaneo, per poi proseguire nelle fasi di raccolta, trasporto (ed aggiungerei !) presso l’impianto di destinazione.

Il Formulario Identificazione Rifiuti che accompagna gli stessi durante il trasporto, deve (nel riquadro 8) indicare se il trasporto è sottoposto o meno a normativa ADR, ed essere integrato nel riquadro “Annotazioni”  di tutte quelle indicazioni utili richieste dal Cap. 5.4 – ADR;

i rifiuti pericolosi equiparati così alle merci pericolose, come tali, possono beneficiare delle agevolazioni /esenzioni previste dall’ADR.

Le esenzioni dall’applicazione della normativa ADR, sono disciplinate dalla sezione 1.1.3  e distinte nelle seguenti sottosezioni:

-                  1.1.3.1.  Esenzioni relative alla natura dell’operazione di trasporto;

-                  1.1.3.2.  Esenzioni relative al trasporto di gas;

-                  1.1.3.3.  Esenzioni relative al trasporto di carburanti liquidi;

-                  1.1.3.4.  Esenzioni relative a disposizioni speciali o alle merci pericolose imballate in quantità limitate;

-                  1.1.3.5.  Esenzioni relative agli imballaggi vuoti non ripuliti;

-                  1.1.3.6.  Esenzioni relative alle quantità trasportate per unità di trasporto.

Pertinenti ai rifiuti possono essere le sottosezioni 1.1.3.5. e 1.1.3.6. , rispettivamente assegnate alle merci pericolose dalla Colonna 7° e Colonna 15, della Tabella “A” -Lista delle merci pericolose, Capitolo 3.2.

La sottosezione 1.1.3.5.  esonera dall’ADR il trasporto di imballaggi vuoti non ripuliti, che hanno contenuto merci pericolose delle classi 2, 3, 4.1, 5.1, 6.1 , 8, 9 “qualora siano state prese misure appropriate al fine d eliminare eventuali pericoli. I pericoli sono considerati eliminati se sono state prese misure appropriate per eliminare tutti i pericoli delle classi da 1 a 9”.

Dello stesso tenore la disposizione 1.1.3.1. – f) Esenzione relative alla natura dell’operazione di trasporto,  relativa aiserbatoi fissi, vuoti non ripuliti, che contenevano gas della classe 2 …materie dei gruppi di imballaggio II e III delle classi 3 e 9 …” ,  ne scaturisce che tale disposizione è applicabile ai serbatoi fissi non ripuliti che hanno contenuto rifiuti ricadenti nella classe 9.

ESENZIONE PARZIALE

L’esenzione parziale è disciplinata dalla sottosezione 1.1.3.6. – relativa al trasporto di merci pericolose svolto in quantità limitate e nel rispetto delle condizioni ivi poste, ovvero quando la quantità di merci pericolose/rifiuti trasportati non è superiore ai valori indicati nella colonna (3) della tabella 1.1.3.6.3.  (comunque non superiore ai 1.000 kg o litri virtuali) ed in riferimento alla rispettiva Categoria di Trasporto assegnata dalla colonna (15) della Tabella “A”.

Rispettate tutte le condizioni poste dalla sottosezione 1.1.3.6,  le merci pericolose possono essere trasportate in collinella stessa unità di trasporto senza che siano applicate le seguenti disposizioni:

Capitolo 1.10: Dichiarazione “security” ;

capitolo 5.3:  Apposizione etichettatura e pannelli di segnalazione pericolo dei contenitori, CGEM, MEMU, contenitori cisterna, cisterne mobili e veicoli;

sezione 5.4.3: Istruzioni scritte per il conducente;

capitolo 7.2: Disposizioni trasporto in colli,   salvo le disposizioni della sottosezione 7.2.4: V5 (I colli non possono essere trasportati in piccoli contenitori), V8 (trasporto di materie stabilizzate mediante regolazione e controllo della temperatura);

CV1 del 7.5.11:  Carico e scarico delle merci pericolose in luogo pubblico dentro centro abitato.

E’ comunque obbligatorio rispettare le seguenti disposizioni:

5.2:  Marcatura ed etichettatura dei colli;

5.4: Documento di trasporto o Formulario di Identificazione Rifiuti integrato;

7.5.2:  Divieto di scarico misto;

7.5.7.3:  Divieto di apertura dei colli;

7.5.9:   Divieto di fumare;

8.1.4.2:  Estintore da 2 Kg;

8.2.3:  Formazione a tutto i personale addetto;

8.4:  Sorveglianza dei veicoli quando superano i quantitativi previsti dal Cap. 8.5;

8.3.4:  Dispositivi di illuminazione portatile.

A cura di Luca D’Alessandris

 

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CARATTERISTICHE DI PERICOLO H 14

Dal 25 Marzo 2012, i rifiuti pericolosi che presentano la caratteristica di pericolo H14, dovranno obbligatoriamente seguire le procedure imposta dall’ADR (Accordo sul trasporto di merci pericolose).

Innanzitutto vediamo cosa dice a riguardo dei rifiuti pericolosi il Testo Unico Ambientale. L’art. 183 comma 1, lett b):

Un rifiuto deve essere considerato pericoloso quando presenti una o più delle caratteristiche di pericolosità indicante nell’Allegato I alla parte IV del D.Lgs. 152/2006, il quale individua le classi di pericolosità H1 esplosivo a H14 ecotossico.

L’introduzione del D.Lgs. 205/2010, ed in particolare l’articolo 39 comma 5 ha sostituito gli allegati D e I della parte IV del D.Lgs. 152/2006, e di conseguenza , a far data dal 25 Dicembre 2010, ossia dalla data dientrata in vigore del D.Lgs. 205/2010, è divenuta obbligatoria la valutazione della ecotossicità nella classificazione dei rifiuti.

Gli operatori del settore ben sanno che molto spesso in via del tutto precauzionale, si attribuiva ai rifiuti pericolosi anche la caratteristica di pericolo H14, e quindi si catalogava il rifiuto come eco-tossico, anche laddove di fatto non vi era un reale rischio per l’ambiente. Il legislatore ha quindi visto la necessità di intervenire per fornire dei chiarimenti e delle linee guida sulla corretta attribuzione delle caratteristiche di pericolo.

Passiamo ora alla valutazione dei rifiuti con caratteristiche di pericolo H14 nell’ambito dell’ADR.

Si consideri il punto 5 dell’Allegato D alla parte IV del D.Lgs. 152/2006, come modificato dall’art. 3 comma 6 della legge n.24 marzo 2012 n.28.

Se un rifiuto è identificato come pericoloso mediante riferimento specifico o generico a sostanze pericolose, esso è classificato come pericoloso solo se le sostanze raggiungono determinate concentrazioni, tali da conferire al rifiuto in questione una o più delle proprietà di cui all’allegato I…(omissis) Nelle more dell’adozione, da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di uno specifico decreto che stabilisca la procedura tecnica per l’attribuzione della caratteristica H 14, sentito il parere dell’ISPRA, tale caratteristica viene attribuita ai rifiuti secondo le modalità dell’accordo ADR per la classe 9 – M6 e M7

Dove

M6: Materie pericolose per l’ambiente acquatico, liquide

M7: Materie pericolose per l’ambiente acquatico, solide

Tali nuovi criteri dovrebbero essere applicati a far data dal 25 Dicembre 2010 e fino all’adozione di un apposito decreto ministeriale contenente una nuova procedura tecnica per la valutazione dell’ecotossicità dei rifiuti. Ai fini della classificazione, i criteri da adottare sono quelli prevista dall’ADR 2012.

La classificazione delle sostanze, avviene secondo i criteri contenuti al punto 2.2.9.1.10.3 dell’ADR, criteri secondo i quali le sostanze debbono essere considerate pericolose per l’ambiente qualora risultino positive ai test di tossicità acuta 1, di tossicità cronica 1 o di tossicità cronica 2.

Da ciò ne discende che qualora ad un rifiuto venga attribuita la caratteristica di pericolo H14, quest’ultimo dovrebbe poi viaggiare secondo la disciplina ADR con tutti gli oneri che ne discendono ovviamente.

Pertanto, la tanto amata pratica prudenziale di attribuire la caratteristica di pericolo H14 ai rifiuti pericolosi dovrebbe ormai essersi estinta o esporrà i trasportatori, che non viaggiano in ADR, a pesanti sanzioni.

Fonte :  ambienterifiuti.wordpress.com